Si comincia, ancora prima della partenza con una battuta di caccia grossa. Loro lo sanno, loro lo sentono, loro si nascondono, diventano introvabili.
Loro chi? Le dolcissime Clio e Cini che si trasformano in iene ululanti non appena vengono inserite, a forza nei loro lussuosi trasportini.
Non appena l’auto si muove e non ha ancora percorso cento metri, la piccola, sensuale, elegantissima pantera Cini, fa la pipì.
Ecco allora che compare la borsa dell’ s.o.s: guanti monouso, fazzolettini umidificati, tappetino assorbente, sacchetto per raccogliere le deiezioni.
Si tira fuori la panterina che si aggrappa, a mo’ di koala al collo non senza prima avervi conficcato le sue unghie mentre la paciosa Clio se ne sta nella sua gabbietta, a pancia all’aria, ad urlare mao e meo.
Per concedere un poco di sollievo alle nostre orecchie, quando l’operazione “cambio tappetino” è conclusa, mentre il piccolo koala continua a tenere tenacemente le sue unghie nel mio collo, si permette anche a Clio di uscire. Lei è curiosa per cui se ne va in giro per il bagagliaio ad esplorare. Si siede accanto al finestrino e guarda fuori fino a quando, in un moto di affetto incontrollabile, viene ad accomodarsi sulle mie ginocchia. Io mi trovo così ad avere Cini aggrappata al collo e Clio sulle ginocchia.
A questo punto Cini, sente l’irrefrenabile desiderio di rientrare nella gabbietta ma solo per espletare un altro bisogno corporale, inebriandoci con il suo profumo. Si ricomincia da capo: borsa, koala….ecc….ecc.
Intanto la meta si avvicina, finalmente. Tutto finito??? Seeeeeee……..Manca ancora il vomitino finale di Cini che puntuale arriva a pochi chilometri dall’arrivo.
Si ricomicia da capo: borsa, koala…..ecc..ecc.
Quando siamo finalmente alla meta, io sembro uscita dai saldi londinesi mentre loro che fanno? Scorrazzano per la casa chiedendo con insistenza di mangiare.