mercoledì 24 dicembre 2008
Doc's Band
Si chiamano TwentyFifty ma a me piace chiamarli Doc's Band, la Banda dei dottori.
Ormai è una tradizione che si porta avanti da qualche anno. Ci si incontra in un bar-pizzeria con un palco e si passa una serata insieme. Sul palco, si alternano musicisti di ogni età che suonano in prevalenza blues. Sono dilettanti, si divertono a suonare e a cantare. Una volta alla batteria c'è una signora, un'altra volta un ragazzo. Se è libero, viene anche il pianista. C'è anche il cantante ma a volte ce ne sono anche due e chi non suona, fa il cineoperatore. Quando siamo fortunati possiamo assistere a eccezionali duelli tra chitarre, una Gibson ed una Fender e l'atmosfera diventa.....elettrica. La peculiarità è che sono quasi tutti medici. Ci sono due medici di base, un trapiantologo, un responsabile di pronto soccorso, un informatore scientifico e pure una paziente........C'è anche il dentista ma lui non suona, lui fa l'operatore e si occupa di raggranellare denaro per un'associazione di famiglie che ospitano a casa loro, ogni anno, dei bimbi di Chernobyl.
Si passa qualche ora in allegria e, a volte, sarei tentata di alzarmi e urlare: "C'è un medico in sala?" ma credo che la mia richiesta andrebbe persa nel vento perchè loro quando suonano sono su un altro pianeta, ecchediamine!
lunedì 1 dicembre 2008
L'invasione della lattuga
La fotografia era invitante e la ricetta sembrava di una facilità incredibile per cui, lancia in resta mi sono precipitata a procurarmi tutti gli ingredienti. Per una volta non si trattava di andare nel negozio che vende strane creme arabe o spezie orientali. Bastava andare al supermercato. A casa, con la mia solita curiosità ho cominciato a seguire la ricetta. La prima volta la seguo fin nei minimi particolari, senza cambiare una virgola per poi decidere quali cambiamenti apportare.
Fin dal momento della preparazione della lattuga ho cominciato ad avere qualche perplessità: tre cespi, visti belli chiusi e raccolti sono grandi ma non tanto. Una volta mondata, non sapevo più dove metterla. Dove metterla? Ovviamente nella teglia recitava la ricetta. Senza sbollentarla? E come faceva a starci tutta? E spingi…e taglia….e rileggi. Sì, sì, non c’erano dubbi, c’era proprio scritto che la si doveva perentoriamente mettere nella teglia.
Ahhhhh, chi non è cuoco, non scriva di cucina! Occorreva mettere subito in atto il famoso “Piano B” per poter essere in grado di sfornare in tempo la torta salata.
Una volta sbollentata e strizzata, la povera lattuga aveva finalmente raggiunto dimensioni accettabili.
Rientrato il pericolo d’invasione, la missione giunse felicemente al termine per la gioia dei commensali.
1 rotolo di pasta sfoglia
3 cespi di lattuga
200 g. di formaggio Montasio semistagionato a tocchetti
600 g. di patate
1 uovo
100 ml di latte
20 g. di farina
10 g. di burro
Sale, pepe
Se la si vuole più ricca, aggiungere 150 grammi di prosciutto cotto tritato
Mondare e lavare la lattuga, sbollentarla in acqua bollente per qualche minuto.
Bollire le patate, sbucciarle e tagliarle a tocchetti.
Foderare con la pasta sfoglia una teglia da 24 centimetri lasciando la pasta sulla sua carta da forno. Ritagliare la pasta che sporge dal bordo e tenerla per la decorazione.
In una ciotola, mescolare il formaggio e le patate con la lattuga ben strizzata e tritata.
Versare il composto nella teglia foderata con la pasta sfoglia.
Cospargere con fiocchetti di burro e versare sulla torta l’uovo sbattuto con il latte, la farina, il sale ed il pepe.
Preparare delle strisce alte un centimetro con i ritagli di pasta sfoglia rimasti e disporli sulla teglia a formare una griglia.
Cuocere a forno caldo a 180° per 30 minuti.