sabato 18 aprile 2009
Il Medio Oriente meneghino
Curioso andare in metropolitana il sabato. La folla che la popola non è quella dei giorni feriali. Non si vedono impiegati assorti nella lettura di giornali o libri con la valigetta in mezzo alle gambe. Non si vedono impiegate ben vestite e truccate che già chiacchierano la mattina presto.
I frequentatori della metropolitana il sabato mattina appartengono, prelopiù, alle varie etnie che popolano la città: arabi, cinesi, africani, filippini, cittadini dell'Est. Bello vedere un arabo e dei filippini che parlano in italiano, la lingua che li accomuna. Bello vedere due bimbi, una bianca e l'altro nero seduti a fianco a ridere e scherzare ed i rispettivi genitori parlare tranquillamente, come dovrebbe essere.
In tutta questa meravigliosa babele di lingue e colori un omino con un violino inizia a far vibrare le corde ed una meravigliosa musica araba avvolge il vagone.
Chiudo gli occhi e improvvisamente vedo un cielo stellato, dune, palme, datteri, caftani, bellissimi occhi neri e mi viene voglia di ballare seguendo la musica ma alla fermata l'omino scende e io devo ritornare coi piedi a terra, mannaggia.
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7 commenti:
Giusto ieri sono andata dai nostri comuni amici del B.Desh (ho fatto la mia usuale figuraccia quando il Bello mi ha detto che anche loro hanno un XXV aprile il 16 Dicembre, e io ho risposto, "sì, liberati dll'India". Era il Pakistan).
Bene, mi si è avvicinato il Nostro e mi ha chiesto "Amica?" rispondo "Casa". Tutto Bene? Anche mamma? Saluta". Vedi? Io saluta
Tacere no eh? Ma soprattutto pensare prima di parlare no eh?
Grazia per saluta. Hai contraccambiata?
Marelluzza, sono talmente introversa da essere anche sbadata. Certo, io saluta; prima di uscire fatto "ciao-ciao" con mano.
PS: oggi fatta lasagna con sugo carciofi e noci.
Sugo carciofi e noci? Veramente interessante.Quando puoi passa all'ala ricetten, danke!
Queste sono le scene che preferisco. L'integrazione inizia dai livelli più bassi, anche dalla metropolitana. Sono cose però che è più facile vedere e notare in una metropoli come Milano. Nei piccoli centri ancora ce n'è di strada da fare....
Martolina, credo che di strada ce ne sia tanta da fare ovunque. Per una piccola scena di integrazione, se ne vedono centinaia di intolleranza.
Se posso permettermi, dico che l'interazione passa per lo sforzo di ciascuno di noi nel porgere la mano all'altro ma soprattutto dare l'esempio, aiutare a d allontanare la paura della diversità, proporre un nuovo modo di relazionarsi con gli altri: stranieri, vecchi, bambini, emerginati, folli e gente comune. Lo stare a guardare è complicità.
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