mercoledì 27 maggio 2009

Amsterdam

Come ogni anno ci prendiamo l'onore e l'onere di organizzare per un gruppo di amici un fine settimana allungato in una delle città europee. Quest'anno è toccato ad Amsterdam.
L'ultima volta (che in realtà era anche la prima) fu nel lontano 1975.
Non l'abbiamo trovata molto cambiata. L'abbiamo solo vista con altri occhi.
La prima volta ci siamo venuti in auto, questa volta abbiamo usato l'aereo.
La prima cosa che salta agli occhi è come tutto sia più facile da gestire. All'arrivo nel magnifico aeroporto, si può facilmente acquistare un biglietto per un treno che porta, in una ventina di minuti, in centro città e, appena fuori dalla stazione, gentilissime signore con pettorina rossa con stampata una bella, grande, inequivocabile I, sono a disposizione per qualunque informazione che dispensano con cortesia.
Altra cosa che colpisce subito sono le biciclette. Sono centi.....migli....milioni e sfrecciano per tutta la città facendo a gara con i tram che in continuazione girano per la città per arrotare lo spaesato ed attonito turista. Le macchine invero sono proprio pochine.
E' bellissimo perdersi per le strade, sempre facendo attenzione alla biciclette. Interessante fermarsi al piccolo mercato dei fiori, decisamente per turisti ma sempre affascinante.
E che dire della case? Strettissime, alte tre, quattro piani al massimo e....tutte storte. Già, sono state costruite sulla sabbia.... Tutte hanno in alto, sul tetto degli stranissimi ganci che sporgono. No, non è per appenderci il marito quando proprio non se ne può più ma vengono usati per i traslochi dato che l'interno delle case è strettissimo e le scale molto ripide.
Poi ci sono le case sull'acqua, le houseboats , abitate dentro dagli umani e fuori dal uccelli acquatici.
Immancabile da visitare è il "quartiere a luci rosse". Decisamente ha perso un poco lo smalto del passato e credo sia solo un'attrazione turistica. Nelle piccole strade spesso si sentono strani odori che qualcuno dei nostri ha osato paragonare alla "cassoela" ma che in realtà erano più simili alla marijuana.
Accompagnati da un tempo inclemente, abbiamo ripreso il treno per andare a visitare una piccola città fuori Amsterdam, Alkmaar, nella quale, ogni venerdì, si tiene (sempre per i turisti) il tradizionale mercato del formaggio. Il singolare è d'obbligo perchè il formaggio è di un solo tipo: rotondo e giallo, il Gouda.
Nella grande piazza, uomini vestiti di bianco con una paglietta ornata di nastri colorati in testa, portano avanti e indietro su strane gondole, urlando parole in olandese, le forme di formaggio e gentili signorine con l'abito tipico olandese promuovevano la vendita.Eh sì, tutto il mondo è paese.
Non ci siamo poi fatti scappare un concerto d'organo tenutosi nella cattedrale di Sant Laurent.
Come non ci siamo fatti scappare la visita al Van Gogh Museum



Sono stati quattro giorni molto intensi. Abbiamo vagabondato, abbiamo osservato, abbiamo gustato una città bella, organizzata, libera.

7 commenti:

pesciolina ha detto...

Tutto molto, molto interessante; ce l'hai spiegato così bene che mi sembra di esserci già stata.
Bellissime anche le fotografie, carina quella dei "bambolotti" con le foglie in testa a mo' di capelli...
Un salutone.

Giomede ha detto...

Ciao Marella, ottimo stile come sempre nella dovizia di particolari nel racconto, descrittivi ma essenziali.
Le foto che l'accompagnano molto curate e bei colori, che sembra strano ma risultano migliori con poco sole.
Quello che colpisce è il numero infinito di biciclette, un mondo che sembra una sequenza da film d'altri tempi.Magari la sicurezza non è al 100% perchè ho notato anche lì l'uso di lucchetti.
Forse non hanno i pendolari,o se li hanno arrivano in bici.
Mah! Comunque complimenti

marella ha detto...

Grazie pesciolina!
Giò, grazie anche a te per il commento positivo.
L biciclette sono invero tantissime e i pendolari ci sono e sono tantissimi. Se guardi, la foto nr. 9 è quella del deposito, su più piani, che c'è a fianco della stazione ferroviaria.

Artemide Diana ha detto...

Marella, stupendo post! Bravissima.

Certo che tu, tuo marito e gli amici... una vita di sacrifici, fate.

:)))

Artemide Diana ha detto...

P.S. Ma non era verde come il mio, il tuo blog?

marella ha detto...

Pfanny, beh è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo. E' veramente un sacrificio. Il blog era come il tuo ma a me piace cambiare vestito spesso efino a che non mi stufo, rimane questa veste.
Mbciù!

Artemide Diana ha detto...

E son problemi. Ti capisco.

(sguardo compenetrato)