Ormai tutti lo sanno che abbiamo un amore sviscerato per la Cina. I nostri amici ci sopportano con magnanimità. Quest’anno è stato il terzo nostro viaggio nel nostro Paese preferito. I primi due sono stati esclusivamente turistici ma noi non siamo turisti, noi siamo viaggiatori. Non vogliamo andare a vedere solo le cose ed i luoghi che tutti coloro che si recano in viaggio devono visitare. Noi vogliamo avere il contatto con la gente del posto, vivere con loro e, per quanto possibile, come loro. Ogni viaggio viene minuziosamente programmato almeno un anno prima e l’agenzia di viaggio, non ha altro da fare che far combaciare i pezzi del nostro puzzle per dare coerenza e fluidità al giro. Succede spesso che vengano tralasciati monumenti o luoghi conosciuti da tutti ma non il paesino sconosciuto ai più e che ha tanta storia alle spalle nel quale si vedono pochi turisti e quei pochi suscitano così tanta curiosità negli indigeni da spingerli ad aprire le loro case e cercare di scambiare qualche parola.
Quest’anno il viaggio è stato un “viaggio di studio”. Claudio infatti, il giorno dopo essere andato in pensione ha ben pensato di studiare la lingua cinese all’università.
Alla conclusione del secondo anno, c’era bisogno di una “prova sul campo” così abbiamo contattato la guida che ci ha seguito nel nostro penultimo viaggio affinché ci accompagnasse, come angelo custode e “toglitore di castagne dal fuoco” nelle nostre peregrinazioni.
Il viaggio è stato diviso in due parti: 13 giorni a Kunming nello Yunnan con la guida Xu Wencan e 8 da soli ad Hong Kong, città che amiamo e conosciamo come le nostre tasche.
Abbiamo chiesto a Wencan di fare un poco di lezioni/conversazioni con Claudio e di assisterlo con le prenotazioni degli autobus e treni con i quali avremmo girato per andare a visitare qualche luogo intorno alla città.
Prima di iniziare con il diario del viaggio, è meglio fare qualche piccola puntualizzazione:
Abitanti di Kunming circa 6 milioni (è una città piccola per lo standard cinese)
Abitanti di Hong Kong circa 7 milioni
Cambio Euro/Yuan 10 Yuan sono poco più di 1 Euro
Cambio Euro/HK$ 1 Euro sono circa 11 HK$
MEZZI DI TRASPORTO A KUNMING
Ormai le famose biciclette stanno via via scomparendo (in Kunming sono comunque ancora 2 milioni) sostituite da silenziosissimi scooters elettrici, talmente silenziosi da divenire un pericolo sempre in agguato. Il fatto che siano silenziosi probabilmente non stava bene ai più perché ogni scooter ha installato un fastidiosissimo antifurto che cinguetta appena ci si passa a fianco. Considerato che tutti i mezzi cinguettano, l’antifurto diventa inutile ma almeno spezza il costante rumore del traffico.
Sugli scooters, come per le biciclette, non esiste un numero di passeggeri come non esiste un limite alle cose da trasportare. Si possono vedere bici con tre, scooters con quattro passeggeri. Bici cariche di sacchi e sacconi ed una moto con addirittura un divano a tre posti.
Per trasporti più voluminosi esistono i carretti trainati sia a mano che da una bici. Il carico varia dalla forza di traino del trasportatore.
Malgrado il numero delle auto private continui a salire rendendo il traffico sempre più caotico, il mezzo più usato per gli spostamenti rimane comunque l’autobus.
Nella città di Kunming ce ne sono 2.500. Il costo del biglietto, valido un’ora è di 1 yuan.
Lo Stato ai pensionati che hanno compiuto 60 anni regala la “tessera dell’amore” che permette viaggi a costo zero su tutta la rete urbana.
Ogni autobus ha due porte, quella di entrata e quella di uscita.
In entrata tutti ma proprio tutti devono pagare il biglietto sia con la tessera che si appoggia ad una macchinetta che dà il saldo sia infilando l’esatto ammontare della corsa, 1 yuan in una feritoia. Il tutto sotto l’occhio attentissimo dell’autista che parte solo dopo che tutti sono entrati ed hanno pagato.
I percorsi da fermata a fermata a volte sono lunghissimi.
Dato il numero di mezzi circolati non occorre aspettare mai più di tre/quattro minuti ed a volte arrivano insieme anche tre bus con lo stesso numero.
Sulle vetture vige ancora l’abitudine di cedere il posto agli anziani che, come è tradizione in Cina, sono ancora molto rispettati. Spesso, a causa dei suoi capelli quasi bianchi, Claudio è stato invitato, anche insistentemente a sedersi.
Su ogni bus ci sono dei televisori che sputano pubblicità e qualche notizia.
Tutte le fermate sono annunciate, ovviamente in cinese ma su alcuni bus ci sono anche annunci in un passabile inglese.
Non essendoci una mappa dei trasporti (magari ci sarà ma non siamo riusciti a trovarla) riesce abbastanza difficile capire quale linea prendere per andare dove. Occorre che qualcuno ti aiuti. Ad ogni fermata comunque ci sono le colonnine che, per ogni numero di bus indica il percorso, in cinese ovviamente. Nessuna colonnina però reca segni di arte graffitara o è pasticciata o resa illeggibile come succede qui da noi.
Gli autisti, indifferentemente uomini o donne, sono attentissimi a tutto quello che succede sull’autobus. Guidano spesso in guanti bianchi e personalizzano il loro posto di lavoro con vasi di fiori, piante o bonsai.
Gli autobus extraurbani partono dalle stazioni degli autobus dislocate in varie parti della città. Il biglietto urbano non ha valore per cui bisogna acquistarne un altro che viene venduto prima della partenza. Contrariamente ai bus cittadini è vietato trasportare persone in piedi per cui se tutti i posti sono stati assegnati, occorre attendere il bus successivo. Spesso all’acquisto del biglietto viene assegnato anche il numero del posto.
Qualche gestore creativo ha messo delle panche lungo il corridoio ed i passeggeri, eventualmente in piedi, vengono invitati a sedersi quando ci si avvicina ad un posto di controllo della polizia così dall’esterno non si vede nessuno in piedi.
Mentre c’è un limite al numero di persone che possono essere ospitate sull’autobus, non ce n’è per quanto riguarda le cose che vengono trasportate. Dato che per alcuni è l’unico mezzo per gli spostamenti, quando ritornano dalla spesa al mercato salgono con cesti, sacchi di patate, cartoni di uova, animali vivi…….
Ho provato un po’ di paura nelle strade di montagna perché gli autisti usano fare le discese con la marcia in folle o col motore spento.
segue.........
4 commenti:
anche in Francia i conducenti osservano tutto e partono dopo che tutti hanno fatto aderire la tessera alla macchinetta magnetica oppure introdotto il biglietto con il dleng! del verde e se è rosso non partono fintantoché non hai acquistato un biglietto a bordo(ma - invero - il tutto senza guanti bianchi).
Bentornata! ♥
e poi?
Come parlava ulinotuo il cinese? Ha studiato bene? Vip
Grazie Pfanny!
Vips, lo parlava il cinese ma mi ha detto che la strada è ancora molto lunga.
Posta un commento