Martedì 4 agosto 2009
Questa mattina piove che dio la manda. Un acquazzone tropicale con annesso temporalone.
Tanta acqua comunque non ci ferma e proseguiamo con il programma che prevede la visita al giardino botanico e quella al Pozzo del Drago Nero. Per arrivarci dobbiamo prendere i soliti due bus.
Visto che piove molto, iniziamo la visita del Pozzo del Drago e del Tempio collegato. Il paesaggio, malgrado la pioggia è suggestivo. Visitiamo il Pozzo dove sguazzano centinaia di pesci ed i vari padiglioni del Tempio immersi nell’inebriante profumo degli osmanthus.
Prima si accendono tre incensi e si fa una breve preghiera. Io ci provo. Non è facile scuotere la scatola per fare uscire solo un bastoncino, alla fine ci riesco.
Il maestro cerca il foglio che corrisponde al numero del bastoncino, lo legge e mi dice che ho una fortuna “medio-bassa” e che devo stare attenta a qualunque cosa faccio. Maddai……..Il “master”, letta la delusione sul mio viso, decide di regalarmi un’altra predizione. Accende tre incensi, alza al cielo la scatola, la pone sulla fronte e poi me la consegna affinchè proceda allo scuotimento. Ricompare la stecca numero 17 e la stessa fortuna “medio-bassa”. Non c’è proprio nulla da fare. Inutile procedere oltre, credo che rimarrò con la mia fortuna medio-bassa che è sempre meglio di quella bassa-bassa.
Per pranzo ci fermiamo nel ristorante del tempio dove gustiamo del pollo al sedano, manzo con lattuga, zuppa di cavolo e riso.Visto che continua a piovere, rimandiamo la visita al giardino botanico a tempi migliori e decidiamo di ritornare in hotel.
Prima di cena Claudio vuole provare l’esperienza del parrucchiere cinese. Vicino all’albergo ce n’è giusto uno. Quando entriamo lui viene amorevolmente preso sotto le ali della shampista e del parrucchiere.
Dopo aver pagato la stratosferica cifra di 60 y, veniamo accompagnati alla porta da quasi tutto il personale che ci saluta sorridendo.
Soddisfatti ora dobbiamo cercare di sostituire l’obiettivo della macchina fotografica che si è rotto. Riusciamo a trovarlo in un grande magazzino ma non accettano il pagamento con la carta di credito per cui siamo costretti a rientrare in hotel per cambiare dei soldi.
Alla fine riusciamo a concludere la transazione ma l’obiettivo ci viene consegnato senza imballaggio né ricevuta. Speriamo in bene.
Tanto avanti ed indietro ci ha fatto venir fame per cui ci fiondiamo nella Food Hall che è proprio davanti al negozio e mangiamo un gran piatto di noodles con verdure.
Mercoledì 5 agosto 2009
Il programma di oggi è la visita al Lago Fuxian. Dovremo prendere più mezzi. Qualche dubbio? Un primo bus che dovrebbe portarci alla stazione degli autobus dal quale partirà un altro autobus che ci porterà a prenderne un terzo per il lago, ci lascia a parecchia distanza dal punto di arrivo a causa di lavori stradali che vedono la strada tutta sottosopra.
Facciamo un’impietosa gimkana tra i lavori stradali in una strada impercorribile ed infangata per il temporale di ieri. Passiamo poi in una strada ai cui lati c’è una fila interminabile di negozi che vendono oggetti di carpenteria, praticamente un immenso Castorama stradale. Dopo un paio di chilometri, ci manca solo di passare sotto il ponte della ferrovia e siamo arrivati ma, a causa dell’abbondante pioggia di ieri il passaggio è completamente allagato.
Dopo un attimo di sconforto che ci ha suggerito di abbandonare e ritornare in albergo, abbiamo deciso di continuare. Siamo così arrivati alla stazione dei bus con i piedi che facevano sciff sciaff nelle scarpe.
Saliti sul bus, abbiamo tolto scarpe e calze, riempito le scarpe di fazzoletti di carta ed abbiamo fatto tutto il viaggio a piedi nudi tra l’indifferenza degli altri viaggiatori.
Strano quel bus. Poco dopo la partenza si è fermato in mezzo alla strada perché un motociclista si è affiancato per consegnare all’autista una lettera espresso da consegnare a destinazione. Poco più avanti sul ciglio della strada degli individui si sbracciano per farci fermare. Quando l’autista si ferma, vengono fatte salire tre grosse scatole contenenti dei pulcini pigolanti.
Lungo la strada ammiriamo migliaia di serre per la coltivazione di verdure, campi di tabacco ed altre coltivazioni. Nei campi i contadini lavorano tranquillamente ed il tutto trasmette serenità.
Arrivati a destinazione dobbiamo salire su un altro piccolo bus per arrivare finalmente al lago. Nell’attesa della partenza, la bigliettaia, che deve anche essere la moglie dell’autista, lavora a maglia.
Finalmente arriviamo al lago. Per entrare in città, dobbiamo pagare 10 y a testa perché è un posto fortemente turistico. Facciamo una passeggiata sulla spiaggia vuota perché il lago si anima nei fine settimana. Durante la passeggiata Wencan incontra un suo ex collega, ora in pensione che si trova al lago in vacanza con la sua famiglia e quella dei suoi fratelli. Per noi i tre fratelli, appassionati di musica e con gli strumenti al seguito (due violini ed un sassofono) hanno suonato un paio di canzoni occidentali ed una tradizionale cinese.
La moglie di uno dei fratelli sta praticando Tai Chi ed io unisco a lei comprendendo, con delusione, che la strada che devo percorrere è ancora molto lunga. A riesce a farmi comprendere quello che devo modificare ed approfondire.
La passeggiata e le emozioni della mattinata ci hanno procurato un discreto appetito. Per pranzare non c’è che l’imbarazzo della scelta: lungo la strada ci sono tantissimi ristoranti. In quello che scegliamo mangiamo degli ottimi pasci di lago fritti, gamberetti al vapore, una strana verdura della quale non c’è corrispondente da noi chiamata “testa di freccia” e dell’ottimo riso con patate.Il ritorno è senza sorprese solo che all’arrivo, per evitare di guadare sotto il ponte, prendiamo un taxi che ci porta direttamente all’hotel.
Prima di cenare andiamo a fare spesa in un immenso Carrefour in centro e per cena questa sera ci concediamo una mediocre pizza da Pizza Hut.
segue.....
3 commenti:
Marè, invece di venire a contestarmi la supremazia della pulcretudine del figliolo mio, perché non riunisci tutti questi frammenti del tuo diario cinese con foto annesse in un bel libro^
Grazie
♥♥♥
Al posto del punto interrogativo è venuto l'accento circonflesso, ma si capisce lo stesso
Sia circonflesso che circonciso vanno bene uguale.
No mia cara, io non ho velleità di scrittrice. Troppo difficile. Mi basta scrivere qui per me e per le poche persone che hanno la voglia ed il tempo di leggere.
Ahh....dimenticavo vorrai mica averla solo tu la supremazia della pulcritudine.....Egoiste!
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