Martedì 11 agosto 2009
La giornata è uggiosa. Nella notte c’è stato temporale. Decidiamo così di ritornare al parco per rilassarci un poco e riposarci dalle fatiche dei giorni precedenti. Ci fermiamo un poco a leggere e a passeggiare in attesa che si ripeta la magia di ieri ma non succede niente anche perché, a causa del brutto tempo, non ci sono molte persone.
Decidiamo pertanto di andare in stazione a restituire la tessera del bus e recuperare il credito e la cauzione. Sembra una cosa facile….sembra. Non è infatti molto semplice ricordarsi dove è esattamente situato l’ufficio. Andiamo per tentativi e finalmente riusciamo a trovarlo. Non mi ricordavo fosse un bugigattolo. Purtroppo da quello che capiamo, lì non restituiscono proprio nulla e ci viene detto che per la restituzione dobbiamo andare all’ufficio centrale dove “forse” e l’impiegata ha proprio detto forse, ce le avrebbero rimborsate. E ora come si fa? Claudio ha studiato il percorso del bus 26 che è quello che ci ha portato fin qui, per gli altri autobus è assolutamente impossibile trovare rapidamente una soluzione. Al momento pensiamo di abbandonare ma quel verbo non ci piace molto e, a costo di spendere più di quanto ci spetta come rimborso, prendiamo un taxi. Tutto a posto? Ovviamente no. Claudio riesce a fatica a far capire alla tassista dove vorremmo andare. Il fatto che ci guardi in modo perplesso ci deprime ma non ci fa demordere. Alla fine ci lascia dove le abbiamo chiesto ma dell’ufficio centrale non c’è traccia: al numero 54 c’è un negozio. Girovaghiamo e chiediamo qua e là e finalmente un poliziotto ci indica un angolo, svoltato il quale, ci compare l’ufficio in tutta la sua magnificenza. Ovviamente l’indirizzo che ci hanno dato non è esatto ma qui funziona così, in modo approssimativo: danno un’indicazione di massima. Giriamo un paio di sportelli e poi e finalmente riusciamo a rendere le tessere. Ci restituiscono 146 yuan. Se si pensa che ne avevamo pagati 200, se ne deduce che abbiamo girato in lungo ed in largo per Kunming per la modica spesa di 54 yuan (circa 6 euro) in due.
Riusciamo a trovare, senza complicazione un autobus che ci riporta vicino all’hotel. Siamo senza tessera e infiliamo nella cassetta accanto all’autista due banconote da uno yuan.
Mi è ritornata quell’antipatica indisposizione che mi impedisce di cenare. Ho un po’ di paura perché se dovessi avere la febbre sarebbero guai domani all’aeroporto. Vorrei evitare la pur interessante esperienza di un ricovero forzato in un ospedale cinese.
Mercoledì 12 agosto 2009
Oggi si parte per la nostra amata Hong Kong. Trascorriamo la mattinata in camera a preparare le valigie. Alle 18 atterriamo ad Hong Kong e passiamo senza problemi i controlli medici. Piove.
Ad Hong Kong c’è un caldo afoso ed un’umidità che tocca il 90 percento così in ogni luogo, persino nei sottopassi l’aria condizionata è tarata a livello “ibernazione”. Occorre avere sempre a disposizione un golf da indossare appena si entra in ogni luogo per evitare di morire congelati e togliere appena si esce per evitare di morire di caldo.
Giovedì 13 agosto 2009
Stanotte c’è stato temporale e stamani piove. Del resto siamo nella stagione dei tifoni e giusto uno, Morocot, in questo periodo sta facendo danni in varie parti della Cina.
Primo scopo di questa mattina è quello di acquistare la tessera di libera circolazione sui mezzi della città. Scendiamo nella metropolitana e, con estrema facilità ed in breve tempo, per 300 HK$ otteniamo due fiammanti Octopus Card e ci sentiamo i padroni della città.In HK il costo dei trasporti è leggermente più alto e si paga per il tragitto che si compie. Basta avvicinare la tessera all’apposito display all’entrata della metropolitana ed all’uscita. La macchina infernale calcola il tragitto e sul display compare il costo della corsa e il saldo a disposizione. Sugli autobus invece occorre schiacciare la zona che si vuole raggiungere e viene scaricato automaticamente l’importo.
Il secondo impegno è quello di cercare il famoso traduttore per Claudio. Entriamo ed usciamo dai negozi di elettronica che, insieme alle gioiellerie popolano la Nathan Street finchè non riusciamo a trovare quello che interessa.
Dopo una breve trattativa, riusciamo a strappare un buon prezzo e il file delle istruzioni in inglese che, tramite loro computer, spediamo direttamente al nostro indirizzo mail.
Terza meta è il Jade Market, il mercato delle giade ed altre pietre dove mi interessa trovare delle pietre per le mie collane.
Tentiamo di prendere l’autobus ma non è una cosa facile. Dobbiamo capire come funziona per cui decidiamo di arrivarci a piedi. Il mercato della giada è sempre molto affascinante. Non si fa in tempo ad entrare nel padiglione che si viene letteralmente assaliti dagli espositori che vogliono vendere a tutti i costi.
Ci fermiamo al banchetto di una simpatica ragazza. Dopo una discreta contrattazione mi aggiudico tre collane di lacca, tre fili di perline ed un bellissimo filo di lapislazzuli ad un prezzo veramente stupefacente. Mi ripropongo di tornare perché ho adocchiato pietre molto interessanti.
Per pranzo ci fermiamo in un ristorante di strada dove mangiamo del manzo con verdure e riso fritto con manzo e verdure. Non c’è più segno della mia indisposizione. Credo che alla fine si sia trattato di una intolleranza a qualche strano ingrediente della cucina dello Yunnan che mi ha causato i problemi gastrointestinali.
Ritorniamo sempre a piedi lungo la Nathan dribblando i venditori di abiti su misura e quelli di copie di Rolex e fermandoci ad ammirare le rutilanti gioiellerie che hanno in vetrina gioielli per emiri e brillanti grossi come noci. Il più grosso che ho visto era di 10,67 carati.
Per cena ci perdiamo nelle strade vicine all’hotel: è troppo bello girare per le stradine superaffollate. Troviamo un ristorante carino nel quale servono ravioli e noodles. Ordiniamo una zuppa con pollo e noodles che si rivela essere superba e dei ravioloni verdi che saranno però al di sopra delle nostre capacità “ingurgitative”, peccato.
Anche stasera abbiamo perso lo spettacolo di “luci e suoni” sulla baia ma poco importa. Sono cinque volte che veniamo ad HK e per cinque volte l’abbiamo perso. Che sia un augurio per ritornarci una sesta volta? Ci fermiamo, sulla via del ritorno a guardare la baia. Stare seduti a guardare l’isola di HK dall’altra parte della baia, con tutti i suoi grattacieli illuminati e navi e pilotine che solcano il mare è uno spettacolo che ogni volta toglie il fiato. E’ come una meditazione che fa sentire meglio.
Rientriamo in hotel seguendo il lungo mare (meglio sarebbe lungo baia) affollatissimo e qua e là percepiamo idiomi che provengono da ogni parte del mondo per venire ad ammirare questo stupendo spettacolo.
Venerdì 14 agosto 2009
Anche stamani siamo stati svegliati dal temporale e da un fortunale. Niente comunque può fermarci. E’ in programma una visita nei Nuovi Territori e questa faremo. L’agenzia viaggi, per un errore ci ha inserito questa visita. Saremo accompagnati da una guida. Noi che conosciamo Hong Kong come le nostre tasche, accompagnati da una guida…..Vabbè, visto che piove ci fa anche comodo andare con l’auto anziché con i mezzi pubblici.
Iniziamo, tra uno scroscio e l’altro, con la visita del tempio di Chi Lin ed i Nan Lian Gardens.
Continuiamo la visita presso l’interessatissimo Wetland Park, pieno di piante subtropicali e di punti di osservazione del passaggio degli uccelli.
Per pranzo ci portano in un orribile ristorante vicino al nostro albergo. Peccato che il programma della gita contemplasse la visita di un villaggio di pescatori con relativo pranzo. Abbiamo aspramente protestato e lasciato la guida un tantino irritati.
Il pomeriggio lo trascorriamo in hotel. L’afa è addirittura insopportabile. Ci pare di vivere immersi in una vasca da bagno e si rischia di rimanere stecchiti ogni volta che si entra in un edificio con l’aria condizionata messa al massimo.
Prima di cercare un posto per andare a cenare, finalmente ci concediamo il famoso spettacolo di luci e suoni sulla baia. Più di 40 edifici da una parte all’altra della baia giocano con luci colorate e laser al suono di musiche.
Sabato 15 agosto 2009
Stamani inauguriamo la nostra Octopus Card per arrivare nei Nuovi Territori. Stavolta siamo da soli senza guida e ci organizziamo a nostro piacimento. Scendiamo dalla metropolitana alla fermata Ping Shan per percorrere un breve tragitto dell’Heritage Trail, il sentiero
Il caldo e l’umido sono insopportabili a tal punto che dobbiamo fermarci ad acquistare una t-shirt perché quella di Claudio è completamente zuppa di sudore. Decidiamo anche di non fermarci a pranzo. Sulla via del ritorno, in un supermercato acquistiamo della frutta per reintegrare un poco i sali minerali persi. Una sosta al Kowloon Park per consumare il piccolo pasto ci ridà le forze per rientrare in hotel
Domenica 16 agosto 2009
Giornata caldissima ed ovviamente un’umidità insopportabile. Non riusciamo a fare tutto quello che vorremmo ed anche quel poco che facciamo non riusciamo a goderlo in pieno. Decidiamo di ritornare con l’autobus al mercato delle giade per altri acquisti. Il gentile venditore ci fa sedere su dei piccoli sgabelli e ci mostra la merce come se si trattasse di un tesoro. Mi lascio affascinare da dell’agata grigia del Botswana, da ametiste ed altre pietre colorate insieme a particolari pietre di lapislazzulo. Esco contenta con il mio piccolo tesoro e ci buttiamo alla ricerca della baracca-ristorante dove due anni addietro abbiamo mangiato magnificamente. Tutto passa, tutto evolve ed il ristorantino non esiste più come non esistono più i piccoli ristoranti sulla Canton Road dove si potevano mangiare immensi piatti di noodles. Al posto dei ristoranti ci sono Prada, Armani, MiùMiù, Chanel, Versace, Loius Vuitton e amici. Peccato……
Saliamo allora sulla metropolitana per rientrare visto che è impossibile muoversi per il caldo.
Ovviamente sulla metro si gela. Scendiamo al Kowloon Park e, prima di entrare nel parco ci fermiamo in un posto dove vendono frullati e macedonie e ci concediamo una macedonia gigante. E’ assolutamente fuori discussione mangiare altro.
Il resto del pomeriggio lo trascorriamo in camera. Dobbiamo pur rimetterci prima di affrontare la soffocante serata. Per cena riusciamo a trovare una bettola dove ci concediamo degli ottimi noodles in brodo con manzo, pollo al vapore e riso fritto.
Prima di rientrare, l’irrinunciabile passeggiata sulla baia.
segue....
3 commenti:
Ahi!Ahi! Turisti fai da te.
Se l'avessi fatto io sembrerebbe la settima parte del Serial " I Sopravissuti".
Beati voi che ancora avete uno spirito avventuroso, perchè obbiettivamente in fondo di avventura si tratta.
E poi venendo da un paese come l'Italia che definirei senza tema leader nella gastronomia, il dover subire diete esotico-estemporanee non deve essere stato poi particolarmente facile.
Comunque complimenti, per lo meno avete dimostrato di essere coerenti e di avere ottenuto ciò che vi eravate prefissati.
Cari saluti
ahhh che invidia per le giade e le altre pietre... mi piacerebbe un giorno riuscire a vederle..ma ormai non lo dico più ,credo che MI sia per me lontana come la Cina!;((
Sai che la famiglia è cresiuta? oltre i ghiri ora è arrivata a casa una micia piccina di appena 2mesi:Fragolina. L'abbiamo trovata su al tugurio e ora sat con noi! baci val
Giò,è l'unico modo di viaggiare che concepiamo da anni ed anni. E' il modo migliore per vedere e capire. Del resto gli inconvenienti fanno parte del pacchetto ed il cibo è il passaporto per entrare in sintonia con il Paese.
Val, lo so che non ci vedremo mai ma non dispero. Un bacione
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