Sono passati già venti anni dal quel giorno ma lo ricordo come se fosse ieri. Stavamo cenando quando alla televisione sono comparse immagini di uomini e donne che con ogni mezzo cercava di abbattere quel muro. Ho visto persone piangere, urlare, ridere, brindare e perfino baciare le guardie che avrebbero dovuto in un modo o nell'altro ferlarle. Sono rimasta con le posate sospese. Ho pianto dalla commozione e dall'emozione sotto gli occhi interrogativi di mio figlio. Nessuno avrebbe mai immaginato che nel giro di poche ore potesse cadere quel muro insuperabile che divideva la città di Berlino ed intere famiglie. Quel muro ha visto molte morti e innumerevoli tentativi di fuga a volte soffocati nel sangue ma è anche caduto per la forza di migliaia di persone che si sono unite per abbatterlo.Sono stata poi a Berlino pochi anni dopo ed ho visto due città in una e quella più povera stava arrancando e lavorando per diventare come la più ricca. Ci sono ritornata nel 2006 e la città non mostrava differenze di sorta. Ho passeggiato nelle strade allora vietate, ho tenuto un piede ad Est ed uno ad Ovest, ho fotografato quello che rimane del muro, pezzo per pezzo, ho acquistato un pezzettino di quel muro abbattuto che campeggia sulla scrivania come una sacra reliquia.

Ci sono però altri muri da abbattere, forse più alti e non visibili, sono i muri dentro di noi, nella nostra mente. E' più difficile abbatterli anche perchè c'è sempre qualcuno che cerca di aggiungere mattoni e li rende più alti ed invalicabili.
Dobbiamo unirci e tentare di abbatterli magari cominciando con il rivolgere un semplice sorriso e poi chissà.......
1 commenti:
OK uniamoci e sorridiamo, visto che siamo sempre inc.........
Un abbraccio - Adi
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