Sono anni che non sopporto il Natale e tutto il suo corollario. Le luci, i festoni, le riunioni mangerecce, i regali, gli auguri....."Auguri de che?" chiedo sempre io. "Di Natale", rispondono gli altri come se fosse una cosa assolutamente naturale. Natale? Certamente il Natale cattolico, quello si che ha un suo significato spirituale. E chi non è cattolico? Auguri de che? Beh, auguri, si usa. Anche i cinesi lo festeggiano.Così io li rifiuto quegli auguri che si devono fare per forza nei giorni che precedono il Natale. Io li rifiuto quei doni che devono essere per forza fatti il 25 di dicembre. I bimbi ovviamente sono esclusi. Loro hanno la fortuna di vivere in un piccolo mondo incantato ed è meglio che vi rimangano quanto più possibile. Passare al mondo reale è triste, meglio farlo il più tardi che si può.
E arrivano questi auguri, e mi fanno sentire fuoriluogo, parecchio cinica, immensamente insensibile. Possibile che io sia sempre un bastian contrario? Possibile che non ci sia nessun episodio che suffraghi la mia teoria? Ed ecco che arriva una mail con i sinceri auguri scritti in un bel carattere, coloratissimi e c'è anche una foto valà, tanto per non essere tirchi. Io però non conosco il mittente. Come avrà fatto ad avere il mio indirizzo che custodisco così gelosamente? Facile, l'ha recuperato da una di quelle mails che arrivano con tutti gli indirizzi "in chiaro". Fa nulla se non si conosce il proprietario dell'indirizzo, usiamolo valà e mandiamogli anche gli auguri di Natale, tanto......
In questi tempi moderni di sms a gratisse non si sta a lesinare. Auguri di qua, auguri di là. Si fa un sms e si manda a tutti tanto non costa nulla: "Affettuosi auguri di serene festività a te e ai tuoi cari. Baci XYZ"
Vuoi non rispondere? E' un po' da cafoni. E allora via con un generico e poco impegnativo: "Cari auguri anche a te". E qui che la mia teoria prende corpo. La tizia risponde a sua volta: "Grazie anche se non so chi sei (questo numero non è di mia conoscenza)".....
3 commenti:
Ciao Marella, ognuno ha le proprie
opinioni e qui non ci piove, ma il pensare sempre che la gente agisca solo per convenzione, mi sembra piuttosto riduttivo anche se spesso la cosa succede.
Penso che come in tutte le cose il problema sia di carattere prettamente personale.
Dipende molto dal vissuto individuale il sentire o meno questo tipo di festività.
Molti lo vivono non soltanto per il risvolto religioso, ma come una pausa di riflessione, un momento di solidarietà, un rivisitare i momenti magici di quando si era bambini, le luci del presepio, l'attesa dei doni, sono sensazioni che almeno in me rimangono indelebili, perciò ritengo che abbiano avuto certamente un valore
che ho cercato di trasmettere ai figli.Perciò quando arriva il Natale si riaccendono i ricordi, le atmosfere, i volti, le intimità che vengono da lontano.
Visto che ho quasi scritto un libro, concludo (finalmente)dicendo che personalmente quando faccio gli auguri, spero solo sinceramente che anche loro trascorrano serenamente questo particolare periodo dell'anno.
Un caro saluto, e come col computer, nella vita penso che ogni tanto serva fare il ripristino........
Caro Giorgio e menomale che ognuno può ancora avere le proprie idee. Il mio vissuto è stato bellissimo ma crescendo ho visto molte cose e ne ho capite altre. La pausa di riflessione, per me, può essere fatta in qualsiasi periodo dell'anno mentre la solidarietà cerco di applicarla tutti i giorni. Non ho bisogno del natale per i miei ricordi. Basta un odore, un taglio di luce, un sapore. Comunque il ripristino non permette di avanzare perchè ti riporta indietro.
Avete ragione entrambi. Magari ho torto io.
:))))
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