domenica 8 maggio 2011

La biscia delle 15,15


Una primavera così non l’avevo mai vista. Una primavera che pare estate. I fiori e gli animali che non hanno il calendario, non hanno fatto una piega ed hanno cominciato a sbocciare ed uscire dalle tane.

Perché dunque rimanere chiusa in casa quando è possibile lavorare anche all’aperto, mi son detta. Così, con due cavalletti ed un’anta di un vecchio armadio, ho allestito un piccolo ufficio sotto un melo quasi in fiore. Con una lunghissima prolunga collego il computer portatile alla presa che sta in casa ed il gioco è fatto. Non c’è niente di più bello che poter lavorare all’aperto con il sottofondo del brusio delle api instancabili che si posano su ogni fiore ed il cinguettio degli uccellini che svolazzano di ramo in ramo. Da un trattore che passa di tanto in tanto ricevo il saluto dei contadini che si recano nelle vigne. Se chiudo gli occhi mi sembra di stare in un mondo perfetto.

Gli occhi però li devo riaprire quando sento un fruscio sospetto. Non appena mi rendo conto di cosa si tratta, lancio un urlo che risuona nella valle e sollevo d’istinto i piedi sul “tavolo”. Una biscia, lunga forse un metro e mezzo, è entrata dal cancello e sta attraversando il giardino. Al mio urlo, accelera e si butta nella boscaglia. Una biscia, un biacco forse, il cuore batte all’impazzata mentre i vicini accorrono per “salvarmi”. Mi dicono di stare tranquilla, è solo una biscia. Già, solo una biscia.

Il giorno seguente, coraggiosamente riallestisco il mio “ufficio” in giardino sicura che Angelica La Biscia (così l’ho soprannominata), spaventata dalla mia reazione, se ne guardi bene dal riaffacciarsi. Incredibilmente risento lo stesso fruscio e la vedo entrare dal cancello. Soffoco l’urlo e la guardo. Mi sembra che anche lei mi guardi e poi, con sinuosa eleganza, si butta nella boscaglia. Che strano, non mi ha fatto poi tanta paura. La storia si ripete ancora per altri due giorni. Intorno alle 15,15, Angelica entra dal cancello, mi dà un’occhiata sfuggente, attraversa il giardino e si butta nella boscaglia. Ormai non mi fa più paura. So che anche in mia assenza, verso le 15,15, imperturbabile, attraverserà il giardino. Chissà se sentirà la mia mancanza?

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